I fondi attuali si usino per decoro, servizi e vera promozione turistica
Confcommercio Ascom Bologna esprime contrarietà all’ipotesi, avanzata dal Sindaco Lepore, di innalzare il tetto della tassa di soggiorno fino a 10 euro. Un rincaro di questa portata rischierebbe di frenare l’attrattività della nostra città, penalizzando l’intera filiera dell’accoglienza, compreso il fondamentale comparto del turismo fieristico e d’affari, e l’indotto generato dai flussi di turisti leisure.
Alla luce di ciò, chiediamo espressamente al Governo non solo di non perdurare nel confermare anche per il 2027, la misura straordinaria prevista per l’anno giubilare che ha innalzato da 5 a 7 euro la soglia massima di imposta per persona a notte, ma anche di non accogliere la richiesta di un ulteriore incremento a 10 euro.
Nell’attuale complessa congiuntura economica, che impone a viaggiatori e famiglie una maggiore attenzione alle spese, utilizzare la leva fiscale della tassa di soggiorno rischia di generare ulteriori ricadute negative sull’economia del territorio.
Piuttosto che ipotizzare aumenti a carico dei turisti, è prioritario che le ingenti risorse già incassate dal Comune vengano reinvestite per le reali finalità dell’imposta. I fondi della tassa di soggiorno devono essere destinati al miglioramento della qualità urbana: investimenti concreti sul decoro, contrasto al degrado, potenziamento dei servizi e sostegno agli eventi di forte richiamo turistico.
La nostra città ha bisogno di scelte strategiche per consolidare il proprio posizionamento tra le destinazioni turistiche. La riflessione, oggi, non dovrebbe essere quella di fare cassa aumentando la tariffa, azione che rischierebbe solo di trasformarsi in un boomerang per l’intera economia al consumo del territorio, ma garantire a turisti, imprese e cittadini una città più curata e accogliente, attrattiva all’altezza della sua vocazione internazionale.
Enrico Postacchini
Presidente Confcommercio Ascom Bologna
Ufficio Stampa Confcommercio Ascom Bologna, 24 settembre 2026